Donne al mare
Donne al mare – sulle orme dei pittori di Nymindegab
Agnete Brinch è affascinata dalle interpretazioni dei pittori di Nymindegab e, per questa mostra, ha dipinto all’interno del Museo di Nymindegab circondata dalle loro opere, così come ha portato il cavalletto nel paesaggio dunale dove loro si trovavano più di 100 anni fa. Agnete Brinch è attratta dalla poesia del paesaggio e dei colori, che passano da una tonalità all’altra e creano musica nel linguaggio delle forme: un rispecchiamento rivolto verso l’interno e verso l’esterno. Questa terra a ovest, oltre a essere la regione d’origine di Agnete Brinch e della sua famiglia, l’ha ispirata anche dal punto di vista storico-culturale. Paesaggi, ritratti e fotografie di famiglia sono diventati dettagli, astrazioni e parafrasi che raccontano di nuovo la storia dell’arte e della vita che qui sono state create e vissute, ispirate dalla natura grandiosa e dalla galleria di personaggi.
Artiste donne hanno percorso un sentiero che le ha plasmate come persone a pieno titolo. Da Anna Ancher, Marie Luplau, Sofie Holten, Maria Thymann e Marie Sandholt, tra le altre, è attratta dal loro coraggio, dalla loro competenza e dal loro spirito pionieristico.
Come artista, Agnete Brinch documenta e si ispira a come la donna raffigurata, in poco più di 150 anni, sia cambiata da timido oggetto a forte soggetto a pieno titolo. Ammira sia le donne che hanno il coraggio e la volontà di rompere con le aspettative del proprio tempo, sia le donne che erano e sono la colla della nostra società, in Danimarca. Hanno fatto e fanno la differenza. La sua fascinazione si è concretizzata nel progetto artistico Donne che cambiano il mondo, in cui interpreta i suoi modelli di riferimento.
Riflessioni dal processo di lavoro:
“Ammiro i pittori della colonia artistica e mi sono messa alla prova seguendo le loro orme.”
“Interpreto il paesaggio dello Jutland occidentale e lo combino con ritratti di modelli femminili più o meno significativi e importanti.”
“Interpreto le silenziose figure femminili di un tempo, che quasi danzavano come ombre mentre svolgevano le loro faccende quotidiane ed erano la colla delle piccole comunità intorno.”
“Incrocio le mie tracce con quelle delle mie antenate in quella parte della Danimarca che per me è la terra delle fiabe e della mia infanzia.”
“Ripenso le opere di un tempo e le metto in una nuova prospettiva, collegando la visione dei generi di allora a quella di oggi.”
“Voglio colmare quel vuoto nella storia dove dovrebbero esserci le donne. Credo nella forza di avere buoni modelli di riferimento in cui possiamo rispecchiarci.”
Agnete Brinch
Figura di prua a terra, Lotta per tutto ciò che ti è caro II
La natura e l’arte possono tutto, ma non devono nulla. Per me ha senso creare un’arte orientata al contemporaneo, con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU come bussola etica. Ho trovato lo scopo della mia vita: attraverso l’arte creare presenza, spazio e quiete per la riflessione. La natura dona semplicità e connessioni. Dona calma e significato. L’estetica e la luce della natura sono il senso della vita. Senza di esse siamo perduti. Il pianeta sopravviverà comunque, ma noi? Una figura di prua scende a terra per lottare per tutto ciò che le è caro. La raffigurazione di una donna di spalle che indossa un guantone da boxe non può che invitare a continuare la lotta per la nostra...
Maria Thymann senza cane
Maria Thymann – artista danese Maria Christine Thymann (1867–1928) è stata una pittrice danese attiva in Danimarca tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. È nota soprattutto per i suoi dipinti, tra cui paesaggi e scene legate alla colonia artistica danese di Nymindegab sulla costa occidentale, dove i pittori traevano spesso ispirazione dalla natura, dal paesaggio costiero e dalla vita locale presso il fiordo di Ringkøbing. Thymann attirava l’attenzione quando lavorava, perché non, come altri artisti, si inoltrava nel paesaggio per trovare ispirazione. Si spostava in una jumpe e portava con sé tutta la sua attrezzatura. I dipinti di Thymann sono stati venduti all’asta sia in...
Donne nel paesaggio, Skallingen
Come artista documento e mi lascio ispirare da come, in poco più di 150 anni, la donna raffigurata sia cambiata da oggetto remissivo a soggetto forte a pieno titolo. Ammiro sia le donne che hanno il coraggio e la volontà di rompere con le aspettative del loro tempo, sia le donne che erano e sono la colla della nostra società, in Danimarca. Hanno fatto e fanno la differenza. La mia fascinazione si è concretizzata nel progetto artistico Donne che cambiano il mondo, in cui interpreto i miei modelli di riferimento. A Nymindegab, alla fine dell’Ottocento, nacque una colonia di artisti che dipingeva la natura e la vita quotidiana, faticosa, del villaggio di pescatori di allora. Sono affascinata...
Donna in cammino nel paesaggio
La donna di spalle è in cammino, ma verso cosa? È silenziosa. Forse è la “silenziosa che parla”, come una pagina bianca in un libro: perfetta per la riflessione e il ripensamento. Per me simboleggia un futuro in cui le donne sono e vengono viste con le loro diverse forze. Negli ultimi 150 anni, la donna raffigurata è cambiata da oggetto timido a soggetto forte a pieno titolo. Il cambiamento verso un nuovo mondo inizia dal modo in cui il mondo guarda le donne. Il nostro sguardo sulle donne parte da noi stessi e da come guardiamo le ragazze e le donne.
Lotta per tutto ciò che ti è caro..
Dipingere è sperare: lottare per tutto ciò che mi è caro. Dipingere è sperare: sperare per il futuro dei nostri figli e nipoti, sperare per il futuro del pianeta! Il dramma nel dipinto si crea anche collocando fisicamente le figure in un grande vuoto, sotto un cielo scuro o con uno sfondo drammatico. La luce e il contrasto si esaltano quando il chiarissimo incontra lo scurissimo. Ancora e ancora nasce musica dalla poesia delle tonalità di colore. Desideriamo, siamo attratti, sentiamo.