Lost and Hope, Anna Hammershøi con alberi sulla testa

Anna Hammershøi (1868–1935)

Anna Hammershøi è una delle figure più riconoscibili, ma anche più enigmatiche, della storia dell’arte danese.

Nel 1891 sposò Vilhelm Hammershøi, che per tutto il matrimonio la usò come modella; il loro matrimonio, molto riservato, assunse così un significato artistico, poiché lei compare nelle sue opere più note, spesso vista di spalle, in ambienti silenziosi dai colori smorzati e con arredi essenziali.

Anna Hammershøi non era soltanto una modella passiva. Ebbe un ruolo centrale nella costruzione di quell’universo particolare per cui l’arte di Hammershøi è conosciuta. Il suo portamento calmo, l’abbigliamento semplice e le pose ricorrenti sostenevano l’atmosfera dei dipinti, fatta di silenzio, riflessione e interiorità.

Raramente viene raffigurata con il volto rivolto verso l’osservatore, e questo ha contribuito a interpretarla come simbolo di anonimato, quiete o distanza – ma anche come una presenza autonoma e forte negli spazi.

L’ispirazione nel mio lavoro è evidente, ma cerco anche di rompere quel silenzio con cui le donne ai tempi di Vilhelm Hammershøi vivevano. Essere viste ma non ascoltate..

Il buio mette in risalto la luce e, allo stesso tempo, c’è una malinconia. Ancora una volta un contrasto che mi ispira pittoricamente e linguisticamente a tal punto da averlo come un filo nero ricorrente nel mio lavoro. Le sfumature grigiastre, verdastre, brunastre e bluastre del nero raccontano una storia dei colori del Nord come una quiete che risuona nel ritratto silenzioso.